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Sesso pornografico: la pornografia fa male?

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La pornografia fa davvero così male, come alcuni giornali e benpensanti fanno intendere? A costo di rovinarti la sorpresa, ti rispondo subito: no, ma non fa nemmeno così bene come sbandierato da altri. Come tante cose legate all’erotismo, il sesso pornografico è molto più complicato di quello che sembra.

In questo articolo ti spiegherò cosa si intende con questa espressione, quanto rispecchia la realtà del sesso e anche come fare dell’ottimo sesso da porno, se lo desideri.

Cosa si intende con “sesso pornografico”?

Il sesso pornografico non è sesso “normale”, mettiamolo subito in chiaro. Quando fai sesso, lo fai per il tuo piacere e per quello del partner. Nel porno, invece, l’immagine dell’atto è molto più rilevante di quanto sia piacevole oppure no: si sta facendo spettacolo.

Il risultato è un sesso estremamente performativo, nel quale tutto è esagerato: mugolii, linguaggio sporco e gesti sono tutti amplificati, per soddisfare l’occhio di chi guarda. Si usano un sacco di posizioni strane e si scopa ovunque, tranne che sul letto.

Riassumendo, il sesso pornografico è a tutti gli effetti come girare un film porno, questo approccio per quanto eccitante non è poi così naturale, cosi come non lo sarebbe fare sesso in webcam, sicuramente eccitante, ma quanto è reale fare sesso in questo modo?

Il sesso dei porno è reale?

Quanto sono sovrapponibili il sesso dei porno e quello di tutti i giorni? Molto poco.

Quando fai sesso, non c’è nessuno che ti guarda; quasi mai, quanto meno. Dato che non stai facendo spettacolo, puoi permetterti di iniziare e finire l’atto nella stessa posizione. Duri 5 minuti? Pazienza: esiste sempre il sesso orale. La sola idea di fare sesso sul piano della cucina ti fa dolere le chiappe? Il letto va più che bene.

Tutto questo non vale per il sesso pornografico che, appunto, è prima di tutto spettacolo. In quanto tale, fingere – recitare! – è più che lecito; forse è l’unico caso in cui fingere un orgasmo è sacrosanto. Ciò significa che non tutto ciò che succede sullo schermo è reale, anzi.

Se un attore dura poco, ricomincia appena possibile e monta insieme i due atti, così da farli sembrare uno solo. Gli orgasmi delle attrici sono spesso finti. Prima del sesso anale, c’è sempre una fase di preparazione.

Quindi no, il sesso pornografico non è più reale di un film poliziesco.

La pornografia fa male?

Né “Don Matteo” né “Il commissario Montalbano” mostrano la realtà effettiva di un’indagine poliziesca, eppure nessuno si scandalizza per questo. Il porno è diverso, però: il porno affonda le radici in qualcosa di primitivo.

Secondo uno studio della Washington University School of Medicine, guardare qualcuno che fa sesso accende il nostro cervello molto più che guardare immagini innocenti. Il sesso, come il cibo, è infatti un atto rilevante per la sopravvivenza della specie: è normale che noi si sia programmati per dargli peso. Un peso eccessivo, forse?

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Il sesso pornografico è sempre esistito, come dimostrano alcuni simpatici vasi di epoca greca. Eppure, il porno non mai stato tanto diffuso quanto oggi. Questa enorme diffusione ha alcune conseguenze negative, specie sulle persone più giovani.

Standard irrealistici

Il pene di Rocco Siffredi è lungo 24 cm e ha un diametro di 16 cm. Jordi El Niño Polla, il finto ragazzino che ha fatto girare la testa (e non solo) a tante donne mature, ha un pene di 20 cm o poco più. Johnny Sins, invece, vanta pressapoco 19 cm di presenza scenica.

Quanto è grande il tuo pene, invece? Fammi indovinare: meno di Sins, che è già il meno dotato della lista. Lo dico con una certa sicurezza perché, dati alla mano, il pene medio misura meno di 14 cm.

Nonostante i numeri parlino chiaro, il 30% degli uomini teme di avere un pene troppo piccolo e di non essere in grado di soddisfare una donna. Un timore ingiustificato dato che, lo ribadisco, il pene medio difficilmente supera i 14 cm in erezione.

Purtroppo, gli attori porno vantano tutti verghe di 19 cm e passa: chiunque abbia un pene nella media sembra microdotato al loro confronto. Questo, insieme alla mancanza di educazione sessuale, spinge le persone a farsi un’idea sbagliata di cosa sia normale e cosa no, alimentando gli standard irrealistici e l’ansia da prestazione.

Idee confuse

La succitata mancanza di educazione sessuale spinge molti a cercare risposte nel posto meno adatto di tutti, ovvero il porno. Peccato che sia come voler imparare a guidare da Fast & Furious.

Dipendenza psicologica

La dipendenza fisica da porno è ancora tutta da dimostrare, ma la dipendenza psicologica è sotto gli occhi di tutti. Sempre più persone, soprattutto uomini, si abituano a masturbarsi solo e soltanto con i porno. Questo rende molto più difficile eccitarsi senza sesso pornografico alla mano e può avere conseguenze negative sulla vita sessuale.

La buona notizia è che si può “guarire” con un po’ di pazienza: basta lasciar perdere il porno per un po’ e riabituarsi a usare la fantasia.

Quando il porno fa bene

Il porno fa male solo quando ne guardi troppo e dai per scontato che sia uno specchio fedele della realtà. Altrimenti, è semplice fiction è ha perfino i suoi pregi.

  1. Ti consente di trovare spunti interessanti, da approfondire da solo o con il partner. Ricordiamo che il deepthroat è famoso grazie a un film porno.
  2. Aiuta a rompere la monotonia di coppia, quando guardato con il partner.
  3. Ti aiuta a dare un nome ad eventuali kink “strani”.
  4. Ti aiuta a tastare il terreno con il partner: prima di proporgli una pratica nuova, fagli guardare un film a tema e vedi come reagisce.
  5. È divertente.

Inoltre, oggi esistono film che risolvono i difetti del porno mainstream. Emblematico il caso di Erika Lust, nei cui film si vedono corpi di tutti i tipi e di tutte le misure, impegnati in sesso appassionante ma molto più simile a quello reale.

Se invece vuoi qualcosa di eccitante ma non pornografico, dai un’occhiata alla lista dei migliori film erotici in streaming.

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