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Chi Sono i LadyBoy in Thailandia?

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Quando si parla di dove incontrare donne trans, il pensiero corre subito alla Thailandia e ai ladyboy. Nonostante il paese sia piuttosto conservatore, infatti, la transessualità e il crossdressing vengono vissuti con molta più tranquillità che da noi.

Cerchiamo di scoprire qualcosa di più a riguardo.

Ladyboy o kathoeys, chi sono?

Intervista a una “ladyboy” thailandese

Prima di proseguire, è il caso di fare una precisazione: il termine “ladyboy”, traduzione del thailandese “kathoeys”, non è sinonimo di “donna transessuale”. In realtà, il termine è molto più sfumato (e anche vagamente offensivo, in Thailandia).

In origine, i kathoeys erano le persone intersex, ovvero nate con genitali sia maschili sia femminili. Poi il termine è stato esteso agli omosessuali e a tutti gli uomini con un forte lato “femminile”, almeno per i canoni dell’epoca.

Al giorno d’oggi, i ladyboy sono spesso persone genderfluid più che transessuali. Pur essendo nati con genitali maschili, i ladyboy amano avere atteggiamenti femminili. Alcuni di questi si limitano a vestirsi da donna, mentre altri decidono addirittura di usare la chirurgia estetica per rifarsi il seno o eliminare la barba.

Non tutti i ladyboy si definiscono “donne”. Una persona transessuale che si identifica come donna non si autodefinisce kathoeys, infatti, ma sao praphet.

Noi occidentali, abituati come siamo a una visione molto più binaria delle cose, facciamo fatica a cogliere queste sfumature e buttiamo tutti nello stesso calderone.

Dove trovare i ladyboy

Dove trovare ladyboy
Dove trovare ladyboy

Se vai in Thailandia, i ladyboy sono ovunque e fanno lavori normalissimi: lavorano come operai e dirigenti, come estetisti e presentatori televisivi. Ovviamente, c’è anche chi lavora come modella o come sex worker.

Le comunità più numerose di ladyboy vivono a Bangkok e a Pattaya, dove si trovano anche tanti cabaret e locali notturni a tema. Se passi da Pattaya, fai un salto al “Tiffany’s Show”, il cabaret tenuto da ladyboy più vecchio tra quelli ancora attivi. È uno spettacolo assolutamente casto, basato solo su numeri di ballo e canto.

Se cerchi qualcosina di più piccante, ti basta fare una passeggiata lungo la Soi Cowboy o la Khaosan di Bangkok, entrambe strade dedicate alla vita notturna. Inoltre, ci sono sex worker che pubblicano annunci su app e siti appositi.

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3 segni distintivi dei ladyboy

Può essere difficile distinguere un ladyboy o una donna trans da una donna cisgender. Personalmente non vedo quale sia il problema, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Ecco quindi 3 segni distintivi che accomunano tanti ladyboy.

  1. Struttura fisica. I ladyboy sono in media più alti e con spalle più larghe rispetto alle donne cis, anche se non è sempre detto. Le donne thailandesi sono piuttosto piccole, specie a confronto delle donne italiane. Ciononostante, questo vale anche per molti uomini. Inoltre, ci sono donne trans che iniziano il trattamento ormonale quando sono ancora giovani, il influenza lo sviluppo della muscolatura.
  2. Abbigliamento. Come molti crossdresser nostrani, anche i ladyboy amano l’estetica ultra femminile: tacchi alti, vestiti aderenti, trucco impeccabile. Non è detto che siano volgari, ma sono quasi sempre molto vistosi.
  3. Peluria. Una donna trans che segue una terapia ormonale ha quasi sempre pochi peli, proprio come una donna cisgender. Se però hai a che fare con un ladyboy che non segue alcuna terapia, potresti intravvedere qualche pelo di troppo.

Perché ci sono tanti ladyboy in Thailandia?

Quanti ladyboy ci sono in Thailandia?
Quanti ladyboy ci sono in Thailandia?

Una cosa è certa: in Thailandia ci sono tantissimi ladyboy; pare che 1 persona ogni 166 sia un ladyboy. Facendo due calcoli, il Paese comprende almeno 500.000 persone appartenenti al “terzo sesso”; questo senza tenere conto dei tomboy, ovvero le donne che si vestono e si comportano da uomini.

La Thailandia è ben lontana dall’essere il paese dei sogni, sia chiaro, ma una cosa va detta: i thailandesi si fanno pochissimi problemi sia con l’omosessualità sia con il crossdressing sia con la transessualità.

Probabilmente, è in buona parte merito del buddismo. Il buddismo non ha una visione al 100% positiva di tutto ciò che è queer; ciononostante, non arriva nemmeno a bollare queste tendenze come “peccato”, come invece accade nella tradizione cristiana. Piuttosto, vede le persone queer come eccessivamente legate alle passioni della carne, il che non permette loro di raggiungere l’illuminazione.

Seppure con tutte le limitazioni del caso, vivere in una cultura del genere rende molto più facile fare coming out, specie se hai un pene.

Ci sono ladyboy in Italia?

In Italia si trovano moltissimi locali dedicati a trans e crossdresser, che sono pressapoco il corrispettivo nostrano dei ladyboy. Manca però tutto il substrato culturale che sta alla base dei ladyboy, difficile da trovare fuori dalla Thailandia. Non disperare, però: se vivi nei pressi di grandi città, c’è speranza.

In città come Milano e Roma, si trovano locali thailandesi con ladyboy e perfino centri massaggi. Inoltre, internet ti dà sempre una mano: esistono siti di appuntamenti concepiti proprio per chi cerca partner (occasionali e non) trans e crossdresser.

Buona ricerca e buon divertimento!

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