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Guida alla Castità Forzata: Quando l’Astinenza Alimenta il Piacere

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Quando si parla di castità forzata, si pensa quasi sempre a qualcosa di negativo. Non poter fare sesso è una brutta cosa, no? In realtà, non sempre è così: in ambito BDSM, la castità può diventare parte integrante del gioco tra parte dominante e parte sottomessa.

In questo genere di pratiche, il o la Dom priva il sub degli orgasmi, vietandogli perfino di masturbarsi. In alcuni casi, lo stuzzica per esasperare la negazione; in altri, lascia che sia il tempo a fare la sua magia. Dopo giorni – settimane! – di sopportazione, il Dom concede al sub il meritato orgasmo. E che orgasmo! L’eccitazione e l’insoddisfazione aumentano non solo la sensibilità dei genitali, ma soprattutto l’intensità del climax. Insomma, soffri tanto ma godi altrettanto.

Pronto per metterti alla prova, quindi? In questa piccola guida ti spiegherò come negarti il piacere in sicurezza, senza rischi per la salute né danni permanenti.

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Quanto tempo può durare la castità forzata?

Non c’è un tempo prestabilito per le pratiche di castità forzata. Un sottomesso allenato (o una persona con una grande forza di volontà) può rimanere senza orgasmi anche per mesi. C’è solo un potenziale problema: negli uomini, rimanere senza eiaculare per lunghi periodi può causare problemi alla prostata.

Niente panico: c’è una soluzione anche per quello e, in ogni caso, non è un problema da porti nell’immediato. Prima di progettare settimane o mesi di castità, ti conviene partire dalle basi. In questo genere di pratiche, si inizia sempre con un paio di giorni.

In questo modo saggi la tua resistenza e, soprattutto, verifichi che sia davvero qualcosa che fa per te. Man mano che vai avanti, i giorni di castità aumentano finché non raggiungi il tuo limite di sopportazione, che varia di persona in persona. Ci sono sub che rimangono senza orgasmi anche per un anno.

Strumenti per “forzare” il partner alla castità

Nella pratica, in che modo si impone l’astinenza al partner? La castità forzata è un gioco tipico del mondo femdom, ovvero della dominazione femminile su un sottomesso uomo. La ragione è semplice: forzare un uomo a non godere è più facile che fare altrettanto con una donna. Questo è evidente anche dagli strumenti che si usano in pratiche del genere.

Forza di volontà

La mistress o il master ordina al sottomesso di non avere orgasmi e questo obbedisce. Funziona sia con gli uomini sia con le donne ma, per ovvi motivi, è molto più facile che il sottomesso “bari”.

Cintura di castità femminile

Si tratta della cintura di castità che popola l’immaginario comune, ovvero una sorta di mutandina in pelle e acciaio da chiudere a chiave. Impedisce alla sottomessa di toccarsi ed avere rapporti sessuali, ma è ben lontana dall’impedirle di avere orgasmi. Alcune donne raggiungono il climax anche mediante la stimolazione dei capezzoli e/o contraendo i muscoli pelvici, il che rende questi strumenti quasi del tutto inutili. Inoltre, le cinture di castità favoriscono l’insorgenza di infezioni alle vie urinarie. Te le sconsiglio.

Braccialetto dentato di Kali

Tra gli strumenti per la castità forzata, il braccialetto dentato di Kali è forse il più avanzato. Si tratta di un anello per il pene dotato di spuntoni al suo interno. Lo monti alla base del pene e, finché il pene rimane a riposo, te ne dimentichi. Il problema (o il bello, a seconda del punto di vista) arriva in caso di stimolazione.

Quando il pene inizia ad andare in erezione, gli spuntoni lo pungono costringendolo a tornare al suo posto. Se sei davvero eccitato, potresti riuscire a mantenere una dolorosa erezione, ma stai attento: a lungo andare, la pressione degli spuntoni può lesionare qualche nervo. Meglio usare il braccialetto dentato solo per brevi periodi.

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Gabbia per il pene

La gabbia per il pene è una cintura di castità maschile e funziona molto meglio del corrispettivo femminile, tant’è che è lo strumento più usato per la castità forzata. Come il nome ti potrebbe far intuire, è una gabbietta dentro la quale inserire il pene a riposo. Al primo accenno di erezione, la gabbia stringe il pene e provoca dolore.

Per mantenere la gabbia al proprio posto, si usa un anello da chiudere alla base del pene e dietro lo scroto. Ne esistono un’infinità di modelli: in acciaio o in plastica; piccole o extra-large; costituite da un pezzo unico o ventilate.

Non esiste una scelta giusta in assoluto e molto dipende da come userai la gabbia per il pene. Ad esempio, le gabbie in plastica sono migliori per chi ha a che fare con i metal detector e, per ovvie ragioni, i modelli piccoli e discreti sono più adatti alla vita in società.

Come usare una gabbia per il pene in sicurezza

Dato che la gabbia per il pene è lo strumento più amato per la castità forzata, è il caso di approfondire il tema. Benché sia molto meno pericolosa rispetto a una cintura di castità femminile o a un braccialetto di Kali, infatti, anche la chastity cage può dare qualche problema se usata male. Prima di partire in quarta, prendi queste semplici precauzioni.

Scegli un modello delle dimensioni giuste

Non esiste un pene uguale all’altro, motivo per cui non posso consigliarti un modello di gabbia a priori. Devi essere tu a valutare qual è quello giusto per te, in base alle dimensioni e alla forma dei genitali. Quello che ti posso dire è di considerare tre elementi, prima dell’acquisto:

  • dimensioni della gabbia vera e propria;
  • curvatura della gabbia, che può essere più o meno accentuata;
  • dimensioni dell’anello alla base.

La gabbia di castità deve lasciar circolare il sangue, stringendo solo quando il pene va in erezione. Anche in questo caso, la stretta dev’essere abbastanza forte da farti perdere l’erezione ma non abbastanza da bloccare la circolazione. Se i testicoli diventano freddi o bluastri, togli tutto immediatamente.

Assicurati di poterla aprire, in caso di emergenza

Togli tutto, ma come? L’idea della gabbia è proprio forzare la castità, impedendoti di toglierla al primo momento di difficoltà. In realtà, esistono due modi per consentirti di togliere la gabbia senza rovinare il gioco.

1. Usa una chiusura monouso. In caso di emergenza, questi lucchetti in plastica si possono tagliare con le forbici. La particolarità è che sono numerati. Dopo averlo chiuso, la mistress segna il codice stampato sopra il lucchetto. Se cerchi di fare il furbo sostituendolo con un altro, la volta dopo vedrà il codice diverso.

2. Metti la chiave di scorta sotto ghiaccio. Se usi un lucchetto tradizionale, assicurati di avere due copie della chiave: una rimane alla mistress, l’altra la butti in un bicchierino d’acqua e la metti in congelatore. La mistress fa una foto al bicchierino; la volta dopo, si assicura che la chiave sia congelata nella stessa posizione. In caso di bisogno, ti basta far scongelare la chiave.

Usa una gabbia ventilata e anallergica

Per i lunghi periodi di castità forzata, usa sempre una gabbia che ti consenta di lavarti regolarmente. Esistono modelli ventilati concepiti proprio allo scopo.

Eiacula, se necessario

Se intendi sperimentare mesi di castità, devi eiaculare periodicamente per il bene della tua prostata. Sembra un controsenso, ma non lo è: eiaculazione e orgasmo viaggiano spesso insieme, ma non sono la stessa cosa. Il modo migliore per salvare capra e cavoli è il milking: la mistress massaggia la prostata per via anale; quando raggiungi il punto di non ritorno, ferma la stimolazione affinché ci sia l’eiaculazione senza l’orgasmo.

La castità forzata è pericolosa?

Tutte le pratiche BDSM possono essere pericolose, se fatte senza criterio. La buona notizia è che basta davvero poco per rendere la castità un gioco sano e sicuro: segui i consigli visti sopra e goditi la tua meritata sofferenza.

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