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Guida per diventare Lovegiver, assistente sessuale per disabili

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Il concetto di assistenza sessuale per disabili fonde due grandi tabù: la sessualità e la disabilità. Poco stupisce che il lovegiver sia una figura abbastanza nuova in Italia, sulla quale si sa poco o niente. Ecco perché in questo articolo ti spiegherò cosa fa (e cosa non fa) un assistente sessuale per disabili e come diventarlo.

Cosa fa un assistente sessuale per disabili

Per iniziare a capire cosa fa un assistente sessuale, è utile partire dal nome ufficiale di questa figura: O.E.A.S., ovvero Operatore all’Emotività, all’Affettività e alla Sessualità. Occhio, quindi: in questo contesto, la sessualità è solo un tassello di un quadro molto più ampio e complesso.

Il lovegiver è un operatore professionale che aiuta le persone con disabilità ad esplorare tutti gli aspetti dell’erotismo, compresi quelli emotivi e affettivi. L’obiettivo è insegnare alla persona come avere un rapporto sano con il proprio corpo e il corpo degli altri, affinché possa avere una sessualità soddisfacente nonostante gli ostacoli.

Nello specifico, ecco cosa fa un assistente sessuale durante gli incontri:

  • educazione sessuale;
  • sostegno emotivo e psicologico;
  • esercizi di respirazione e meditazione;
  • massaggi;
  • contatto corpo a corpo, con o senza vestiti;
  • accompagnamento alla masturbazione.

Ovviamente, il percorso specifico cambia in base alla persona che richiede l’assistenza, in base alle sue problematiche e agli obiettivi.

I lovegiver sono escort per disabili?

Escort per disabili
Perché una lovegiver non è un’escort per disabili

Ci sono due grandi assenti nella lista vista sopra: il sesso penetrativo e il sesso orale. Nonostante il lovegiver sia visto come una specie di escort per disabili, infatti, ha un compito del tutto diverso durante l’assistenza sessuale.

Per citare Maximiliano Ulivieri, project manager di Love Ability, il sex worker è paragonabile a un ristoratore: entri nel locale, ti siedi, mangi quello che più ti aggrada sul menù. Niente di male, sia chiaro, ma l’assistente sessuale è un’altra cosa.

L’assistente sessuale è un insegnante di cucina: non si limita a prepararti da mangiare, ma ti insegna come farlo da te. Se c’è bisogno ti dà una mano, ma sei tu a dover fare lo sforzo. Soprattutto, mira a renderti il più possibile autonomo. Potrai ancora andare “al ristorante”, se lo vorrai, ma sarà una libera scelta e non un obbligo dato dalle circostanze.

Serve una laurea in psicologia?

Un O.E.A.S. sta allo psicologo come un O.S.S. sta a un infermiere o a un medico: lavora per il benessere della persona come queste altre figure, spesso braccio a braccio con loro, ma non le sostituisce.

Dato l’assistente sessuale non è e non mira ad essere uno psicologo, non è necessario avere una laurea in psicologia; diciamo che è un di più. Il corso per diventare lovegiver (assistente sessuale disabili), fornisce infatti tutte le competenze psicologiche necessarie per questo tipo di lavoro, indipendentemente dal percorso di studi pregresso.

Come si diventa assistente sessuale

Diventare lovegiver
Come diventare lovegiver?

Preso atto di cosa fa e cosa non fa un assistente sessuale, vediamo come lo si diventa. Per fare questo mestiere serve infatti una qualifica che si ottiene dopo aver completato un percorso lungo diversi mesi, che comprende anche la frequenza di un apposito corso seguito da un tirocinio.

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Selezione preliminare

Pur non essendo a numero chiuso, i corsi per assistente sessuale operano una rigida selezione preliminare. Si inizia quindi inviando la candidatura con curriculum e lettera di presentazione, dentro la quale va indicato anche perché si desidera seguire questa strada.

Come detto sopra, non serve avere una laurea in psicologia o simili per essere accettato, anche se i titoli di studio possono avere un loro peso in fase di selezione.

Valutazione psicologica

La fase di selezione più importante è questa, ovvero la valutazione psicologica in due fasi: compilazione di questionari e test; incontro in presenza con uno psicologo del team didattico. L’obiettivo è chiaro: scremare persone poco adatte al lavoro o con intenzioni poco chiare.

Purtroppo, il lavoro del lovegiver attira anche qualche devotee, persone con il fetish della disabilità. Lungi da me fare kink shaming: le persone possono fare quel che vogliono, finché si tengono nell’ambito del sano, sicuro e consensuale. Semplicemente, un fetish del genere potrebbe diventare problematico, se lavori come assistente sessuale.

Inoltre, la fragilità psicologica di alcune persone con disabilità va gestita un’empatia che non tutti possiedono, senza però trascendere i limiti del rapporto professionale.

Accettazione del codice etico

L’ultima fase della selezione prevede l’accettazione del codice etico, per cui un lovegiver è tenuto a:

  • avere una fonte di sostentamento primaria diversa da quella dell’assistente sessuale;
  • essere sempre trasparente riguardo i limiti del rapporto con la persona che assiste;
  • rispettare la privacy di chi assiste;
  • comunicare usando un linguaggio corretto e non offensivo;
  • limitarsi a massimo 12 incontri con ciascun assistito;
  • evitare rapporti sessuali e orali;
  • evitare qualsiasi coinvolgimento erotico ed emotivo.

Detto in parole povere: se capisci che il lavoro di lovegiver ti provoca eccitazione sessuale, sei tenuto a lasciar perdere.

Corso O.E.A.S.

Superata la selezione, rimane il corso vero e proprio. Il corso O.E.A.S. dura 200 ore e viene tenuto soprattutto nei fine settimana, sia online sia in presenza. Gli argomenti affrontati spaziano dalla psicologia fino agli aspetti legali di questo mestiere che, nonostante tutto, molti associano ancora alla prostituzione.

Tirocinio

Infine, bisogna svolgere un tirocinio di 100 ore presso associazioni aderenti all’iniziativa o presso famiglie con persone aventi disabilità.

L’assistente sessuale per disabili è solo per uomini eterosessuali?

Approfondimento sull’assistenza sessuale

Chiudo con una piccola nota: l’assistente sessuale non è un’esclusiva per uomini eterosessuali e cisgender: chiunque può richiedere un assistente sessuale e chiunque può fare il test per diventarlo.

Se quella dell’assistenza sessuale disabili è una strada che ti interessa percorrere, non resta che buttarti. puoi ottenere altre informazioni in LoveAbility, il primo volume in Italia che affronta questo delicatissimo tema.

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